MongoDB, un database senza SQL

I database NoSQL stanno dimostrando una straordinaria capacità di supportare carichi di lavoro elevatissimi, potendo contare su una spiccata scalabità soprattutto in ambiente cloud.
Tra i moltissimi database NoSQL emergenti ho scelto MongoDB quale nuova sistema per lo sviluppo di applicazioni web/mobile in ambiente cloud computing.

MongoDB

I vantaggi nell’adozione di MongoDB sono sia dal punto di vista tecnologico sia nel processo di sviluppo stesso. Lavorando con uno “schema libero” si riesce a passare direttamente dalla prototipazione degli oggetti di business e relative classi al database senza dover passare per la creazione dello schema relazionale e la conseguente gestione dell’impedence mismatch tra il mondo SQL e il mondo Object-Oriented, che tipicamente richiede l’uso di un ORM (nel mio caso da tempo Entity Framework). Riduzione dei tempi, e dei costi dunque.

Per quanto riguarda l’infrastruttura esecutiva in produzione, il tutto passa nelle mani dell’ottimo MongoHQ, un servizio cloud computing eseguito sulla piattaforma Amazon Web Services, quindi sulla stessa dove già si trovano web server (Amazon EC2) e file storage (Amazon S3).